LE VOSTRE TESTIMONIANZE

Venerdì, 5 Feb 1999
Sentendo parlare di Croce mi viene in mente un racconto che non mi ricordo più dove ho letto. Forse si trattava di un sogno di un uomo che si ritrovava all’interno di una lunghissima fila indiana dove ognuno portava la sua croce pesante. Questa fila di persone che si snodava su un pendio scosceso rappresentava il faticoso cammino della vita di ognuno e la croce erano le sofferenze, i problemi, i dolori della vita. Quest’uomo, stanco di trascinare un tale peso, si accorse che se avesse tagliato un pezzo della coda della croce, avrebbe risparmiato metà fatica, e così fece. Proseguendo, giunse alla fine del cammino della vita e si ritrovò di fronte ad un dirupo. Dall’altra parte del dirupo incominciava il paradiso, ma bisognava trovare un modo per passare dall’altro lato. Si guardò attorno e vide che tutti utilizzavano la loro croce come ponte per raggiungere l’altra sponda, ma mentre la loro croce copriva esattamente lo spazio tra una sponda e l’altra, la sua non arrivava più...
Talvolta ciò che appare negativo oggi, visto a distanza di tempo può assumere un aspetto diverso. In questo tempo che ha seguito l’incidente di due estati fa, ho potuto riflettere su ciò che era cambiato nella mia vita e in quella delle persone che mi vivono attorno. Ho vissuto e visto sconforto, difficoltà, insicurezze, effetti più evidenti di questa situazione. Ma se mi fermassi a questi, se dicessi di aver fatto esperienza solo di questi aspetti, non affermerei il vero.
Attorno a me si è sviluppata una catena di comprensione, di disponibilità, di gratuità, che senza il mio incidente non sarebbe nata. Negli ospedali in cui sono stato ho sentito lamenti, ho visto insicurezze, l’abbandono, ho toccato la triste rassegnazione di pazienti che non riuscivano a scorgere nient’altro che buio nel loro presente, nel loro domani, ma ho visto anche il coraggio di mogli che si sobbarcavano il peso di una situazione famigliare stravolta, la forza di genitori che rinunciavano al meritato riposo della pensione dopo una vita di duro lavoro, la caparbietà di genitori che si toglievano ore di sonno per andare a trovare il figlio dopo il turno di lavoro, anche la tenerezza di figli che si sforzavano di vedere un papà così diverso...
Ed è in questi segni che si capisce innanzitutto di non essere soli, ma anche che si è diventati tramite di un circolo di bontà, di attenzione. E così più si accetta tutto ciò, più tutto questo amore circola e si espande...
Ecco perché il Signore vuole che ognuno prenda la propria croce, senza compromessi, senza paure... Per poter vivere queste profonde esperienze. D’altronde tutte le cose più belle si hanno col sacrificio, col sudore; provate a pensare alla differenza tra chi raggiunge un rifugio dopo ore di cammino in salita e chi vi arriva in funivia.....
Spesso mi ritrovo a pensare: “E’ proprio vero, ne vale veramente la pena”. Perché vedo la disponibilità negli occhi di chi mi sta accanto, l’amore della mia famiglia, l’affetto degli amici e tanti altri piccoli segni che testimoniano la vicinanza del Signore, il Suo sostegno. Ma tutto dipende da noi, dipende dalla nostra voglia o meno, di trovarli questi segni, bisogna “voler accorgersene”.
Quello che il Signore ci chiede è di accettare la Croce dei problemi, delle preoccupazioni che ognuno ha, per grande o piccola che essa sia o ci appaia, accorgersi che alla fin fine noi portiamo solo una parte della Croce, se ci affidiamo a Lui, se gli doniamo le sofferenze e le gioie di ogni giorno, se Gli diciamo: “Ascolta, io faccio quello che posso, ma questo poco te lo do”.
Mio nonno, parlando della sua difficoltà nell’udire, ha detto che lo considera come un partecipare alle sofferenze di Cristo sotto la Croce e per questo l’accetta serenamente. Quando ho sentito questo ho pensato che forse è un po’ così anche per me: avere la possibilità di condividere anche se in maniera ridotta il peso della Croce che il Signore ha portato per noi... Certo che nel mio caso è molto più semplice perché la mia croce ha le ruote mentre la sua non ce le aveva....
Sei
un piccolo pensiero
testardo e cocciuto
che disturba
i miei chiusi silenzi,
i miei occhi chiusi.
Hai
la mia mente,
la fissi
nelle sue pupille coperte,
le fai vivere di riflesso
quell'angoscia
che possiede
ma non accetta,
quel buio
che sente
ma non guarda
nel timore
di non trovare
nessuna stella.
E gli occhi
restano chiusi.
I miei sono verdi,
i tuoi forse azzurri...
insieme
saremmo completi...
io il prato,
tu il cielo...
Si,
Gesù,
continua a disturbarmi.
Camilla (Divino Amore)
IL QUINTO GIORNO DI DUE MIEI AMICI CHE SONO USCITI DALLA MIA STESSA ESPERIENZA, IL DOPO CORSO DI VITA CRISTIANA INSOMMA
Il mio quinto giorno è stato come toccare il cielo con dito tant'è vero che quando
arrivai a casa per due giorni piansi xké mi mancava tutto il corso. Ho chiesto a zi Pino,
un mio amico che già aveva gruppi cristiani, di creare un gruppo di cvc per
tenere accesa la fiammela e per me
questo è stato molto importante. Ho cercato di cambiare il mio rapporto con mio fratello
cercando di parlare di più con lui e all'inizio ci sono riuscito. Devo dire che il corso
mi ha fatto imparare anche a migliorare il rapporto con mio fratello ed accettare le
persone come sono. Per quanto riguarda la famiglia all'inizio ho cercato di migliorare ma
poi quando si rimettono i piedi x terra è difficile.
Daniele (Rocca di Papa)
Ciao sono Matteo e ho 20anni,
anch'io ho partecipato alla bellissima esperienza del C.V.C.(Corso di Vita Cristiana), e si può definire una di quelle che ti possono cambiare la vita, sono stati tre giorni indimenticabili, durante i quali conosci tanti ragazzi della tua età o simili, scambi idee ma soprattutto conosci quell'amico speciale che è Gesù.
Già prima del corso andavo a Messa ma lo facevo solo perchè me lo imponeva mio padre, (qindi pensate con che voglia) ma dopo il corso ci andavo volentieri, anzi se non ci andavo era come se mi mancasse qualcosa.Grazie al Corso abbiamo formato un gruppo Parrocchiale sempre al servizio della Chiesa.
Insomma tornato dal Corso mi sentivo un altro Matteo, con qualcosa di più, anzi più che qualcosa, volevo riempire tutti del mio entusiasmo e cercare di trasmettere agli altri la mia gioia. Anche se adesso si è un pò affievolita per vari motivi, sono fiero della scelta fatta e continuo a guardare avanti cercando di guardare in alto, la da dove il Signore ci "spia"!
CRISTO CONTA SU DI TE!!!!!!!!!
Matteo (Rocca di Papa)
GESU' E' LO STESSO PER TUTTI CERCHIAMO DI TROVARE LE COSE CHE CI UNISCONO E NON QUELLE CHE CI DIVIDONO!
ALESSANDRO
Attraverso un gruppo di preghiera del Rinnovamento nello Spirito (un movimento
cattolico) ho avuto la grande opportunita' di sperimentare che il Gesu' dei Vangeli non e'
solo un personaggio storico ma che e' vivo e realmente presente nella nostra vita,
all'unica condizione che noi lo vogliamo, perche' rispetta la nostra volonta'.
Non ero praticante, ma ho visto decine e decine di persone la cui vita sembrava tutta una
rovina, rifiorire e tornare a vivere, tornando a Lui e, molte guarigioni, del cuore, della
mente ed anche nel corpo, operate nel Suo nome. Nonostante queste realta' cozzassero con
la mia mentalita' cartesiana, erano dei fatti a cui assistevo, ed ho accettato Gesu' nella
mia vita.
Ma avevo conosciuto solo il Gesu' potente, che salva, che guarisce, non avevo ancora
conosciuto il Gesu'sofferente sulla Croce.
Ad un certo punto della mia giovane vita, alcuni problemi non affrontati del mio passato
mi hanno trascinato in una depressione che ha provocato in me una sofferenza che non
credevo l'animo umano potesse mai concepire ne' sopportare.
Ma e' li' che ho incontrato Dio davvero... Dio non ci guarda dall'alto della sua infinita
lontananza ma si e' fatto uomo, ha sofferto, e' morto ed e' RISORTO!
Ha sofferto! Ed e' a partire dalla sofferenza della depressione, che mi pungeva fino alle
parti piu' profonde del mio essere che non potuto far altro che permettere a Colui che non
si e' sottratto alla sofferenza, di entrare laddove anch'io non ho avuto mai il coraggio
di entrare e neanche di guardare.
Gesu' e' stato tre giorni in un sepolcro e noi sappiamo che i cadaveri nei sepolcri, per
le leggi della natura, puzzano, si decompongono ma...da QUELLA morte SPUNTA LA VITA, cosa
che Lui aveva gia' fatto con Lazzaro che era chiuso nel sepolcro da quattro giorni.
Io pero' non ero nella vita ma nel dolore e nel dolore mi sono reso conto chi fossi in
realta'. Ero convinto di essere tante cose... per educazione, per cultura... per
presunzione...e' crollato tutto! E ringrazio Dio e il dolore perche' mi ha dato uno
sguardo di verita' su me stesso e, come scomodo ma terribilmente sincero compagno di
viaggio mi ha sbattuto in faccia la realta' comune a tutti gli uomini - che lo sappiano o
no - e cioe' che avevo DAVVERO bisogno di Dio.
Ho gridato aiuto, gli ho teso la mano e Lui, condividendo la mia sofferenza, entrando nel
sepolcro della mia depressione ha preso la mia mano e, giorno dopo giorno, EUCARESTIA DOPO
EUCARESTIA, mi ha portato fuori riportandomi alla vera vita, alla vera gioia
Non è facile narrare la mia testimonianza, perché devo ricordare dei momenti che mi hanno procurato dolore, ma in seguito anche una gioia immensa, in quanto, proprio attraverso il dolore, ho incontrato Gesù Cristo.
OPERAZIONE
Tutto ha avuto inizio quando è nata la mia prima figlia. Nonostante la gravidanza fosse andata bene, la bambina alla nascita presentava qualche disturbo che non fu preso in considerazione, nella convinzione che rientrasse tutto alla normalità. Mi preoccupai veramente quando cominciai a darle da mangiare, vedendo che non ingoiava bene e che diventava cianotica. Sottoponendola ad alcuni esami clinici, i medici individuarono una massa che comprimeva lesofago. Il giorno seguente mia figlia fu trasferita in un altro ospedale per essere sottoposta ad un intervento chirurgico e i medici riscontrarono un tumore maligno! Fu un colpo duro per tutti, il chirurgo che aveva seguito lintervento ci disse che non cerano state complicazioni perché la massa era facile da isolare e che non avrebbe avuto bisogno di terapie, soltanto un controllo regolare ogni sei mesi; se dopo il sesto anno il male non si fosse riformato, non vi sarebbe stato più bisogno di preoccuparsi, e così fu.
E stata una brutta esperienza e pensavo fosse la peggiore di tutte fino ad un paio danni dopo, quando nacque la mia terza figlia. Durante la visita in ospedale, il medico avvertì un soffio al cuore e capì che qualcosa non andava. Ci consigliarono di portarla in una clinica specializzata in cardiopatie infantili. Per eseguire tutti gli esami necessari impiegarono due settimane, dopo di che ci informarono che le condizioni della bimba erano critiche. Mia figlia presentava una stenosi valvolare e polmonare con una grave malformazione al cuore. Dopo un anno e mezzo circa, cominciò ad avere delle crisi cardiache e i medici inquietati ci dissero che doveva essere operata senza tardare. Purtroppo avvenne che, durante lintervento chirurgico, per uninsufficienza respiratoria, mia figli ebbe una complicazione vascolare celebrale, che le provocò un danno irreparabile. Lintervento al cuore era andato bene, ma uscì da quella sala operatoria con l80% di handicap. Non ci sono parole per descrivere quel giorno!
Nel frattempo mi sono rivolta a delle figure fatte da mani duomo, a delle immagini di persone che una volta forse avevano vissuto una vita nel tentativo di piacere a Dio. Non ero allora consapevole di tutto questo, non conoscevo la Parola di Dio; adesso so che dottrine diverse non soltanto non si trovano nella Bibbia, ma la contraddicono.
Dopo un paio di mesi dallincidente, mia figlia cominciò a soffrire di crisi epilettiche ed ogni volta doveva essere ricoverata. Avevamo chiesto se esistevano delle cure, ma lunica medicina che ci fornirono serviva ad evitare che le si deformasse il viso durante la crisi. Alletà di quattro anni, i medici decisero di intraprendere il secondo intervento. Una mattina, uscendo con mia sorella, incontrammo una conoscente che sapevo essere evangelica e mi disse di non scoraggiarmi e di avere fede nel Signore Gesù, mentre mi citava Matteo 4, versetto 10: "Adora il Signore Iddio tuo ed a Lui solo rendi il culto". Il giorno seguente sentivo che qualcosa era cambiato in me, provavo una gioia ed una pace mai sperimentate prima, malgrado la preoccupazione per mia figlia. Mi sentii trasformata e liberata da quella forma di religiosità che risultò essere falsa e con la quale avevo vissuto per diversi anni. Cominciai a frequentare le riunioni evangeliche e mi colpì subito la semplicità dei credenti e i versetti della Bibbia citati sulle pareti del locale. Mio marito sinfuriò grandemente e cercò dintimidirmi affinché rinunciassi a proseguire nella fede. Non cambiai idea perché Gesù aveva preso posto nella mia vita.
Il giorno del ricovero ero molto preoccupata, ma le difficoltà che avevano previsto i medici riguardo le condizioni celebrali di mia figlia non ci furono, anzi tutto andò per il meglio e rimasero sbalorditi quando videro che presto riprese a respirare da sola. Dopo tanti anni di oscurità finalmente riuscii a percepire un raggio di luce in questa circostanza. Da quel giorno ho sperimentato la presenza e potenza di Dio nella mia famiglia.
Spesso mia figlia veniva ricoverata per degli attacchi epilettici, ma Dio vegliava costantemente su lei e in breve tempo si è ristabilita con la meraviglia dei medici. Dopo un po di tempo, Dio ha esaudito la mia preghiera e da quel momento scomparvero anche le crisi epilettiche. Gesù è lo stesso ieri, oggi e in eterno!
Pensavo davvero che per me non ci fosse più nulla da fare, finché non ho incontrato Gesù che mi ha trasformata completamente.
Maria Gagliano
Liberato da ogni legame
| Mi chiamo Leo e ho quarantanni. Voglio ringraziare il Signore per
avermi salvato due anni fa. Allepoca stavo lavorando in un hotel come addetto alla portineria e una notte, mentre ero in servizio, ho trovato in un cassetto un Nuovo Testamento (quelli che comunemente vengono distribuiti negli alberghi). Premetto che fino a quel momento ero stato sempre completamente ateo. Ero sempre alla ricerca di qualche cosa che desse senso alla mia vita, poiché avvertivo sempre un vuoto profondo nel mio cuore e qualunque cosa tentassi di fare, non riuscivo mai a colmarlo. Ho provato a fare tantissimi lavori, ho avuto numerosi hobbies (musica, fotografia, viaggi), ma per quanto mi sforzassi di realizzare qualcosa nella mia vita, avevo sempre nel mio cuore la frustrazione di ritornare a casa a mani vuote. Il lavoro e i rapporti umani erano tutto per me, vivevo solo per essi, non mi interessava altro... Dovevo arricchirmi, dovevo realizzarmi nel mio lavoro, dovevo essere il migliore, dare tutto me stesso senza risparmiare neanche una briciola Ho fatto parte per qualche anno di una setta americana che professava la realizzazione personale tramite il potenziamento delle proprie risorse mentali, con la possibilità di raggiungere traguardi impensabili, come avere il dominio assoluto sulla mente degli altri e possedere il controllo completo della propria esistenza sia sul piano materiale che spirituale In realtà si trattava di un costante lavaggio del cervello dellindividuo che gradualmente portava allannullamento della personalità e della capacità di intendere e volere senza più avere alcun controllo personale. Tra laltro questi corsi avevano dei costi assai elevati e alla fin fine mi sono ritrovato con tutti i miei risparmi prosciugati. Le cose stranamente non miglioravano e le mie inquietudini, anziché diminuire, erano aumentate a tal punto che ero costretto a prendere dei farmaci per dormire a causa di ansie e attacchi di panico che mi prendevano sempre più spesso. La mia vita era completamente distrutta sul piano sia spirituale che materiale. Il Signore però aveva pazientemente aspettato per trentotto anni fino a quella notte per mandarmi il Suo meraviglioso messaggio di pace, amore e salvezza. Aprii il Nuovo Testamento e trovai in Luca 15:11-32 la parabola del figliol prodigo Ero io il figliol prodigo che aveva abbandonato il suo Padre Celeste per trentotto anni ed era vissuto lontano da Lui nelle tenebre più complete e nel peccato. Non appena lessi le prime parole, le lacrime cominciarono a scendere copiose sul mio viso e provai una stretta al cuore che non avevo mai realizzato fino ad allora. Una profonda rabbia era sempre stata la compagna della mia vita: ce lavevo con me stesso, con tutto e con tutti, niente mi andava bene Ma da quel giorno il mio cuore e la mia mente hanno iniziato a trasformarsi gradualmente e al posto della rabbia è subentrata la pace e lamore di Dio che il mondo non può dare. Il Signore si è poi servito di un altro meraviglioso strumento che è la radio: una sera, sempre nellhotel dove lavoravo, girando per i canali FM della mia piccola radio, incappai nella frequenza di "Radioevangelo" ed udii la registrazione di un culto, in una fase conclusiva, dove il pastore stava facendo un appello, dicendo: "Cè qualcuno che vuole accettare Gesù nel suo cuore questa sera? Sei forse tu, che stai ascoltando la registrazione di questo programma? Forse sei travagliato, oppresso, disperato abbandonati completamente nelle mani di Gesù, poiché Egli può fare ogni cosa. Può darti la pace, la gioia, la speranza, la certezza della Vita Eterna". Era il Signore che mi stava nuovamente chiamando al ravvedimento, a lasciare per sempre la mia vecchia vita, sterile, senza frutto, vissuta nel peccato. Mi sono messo in ginocchio, in lacrime e ho chiesto a Dio di avere pietà di me. Da quella sera è cresciuto in me il desiderio di conoscere la Parola di Dio sempre di più e ho promesso al mio Signore di servirLo per vita e per morte. Leo Finale |
Mai abbandonato!
| Mia madre morì alletà di ventinove anni, quando mi partorì; mio
padre mi abbandonò. Questo è il tragico e triste inizio della mia vita. Ricevuta una cospicua eredità materna, la sperperai in pochi anni; abbandonai il lavoro ed iniziai a viaggiare allestero. Acquistavo tutto quello che desideravo e facevo uso di droghe leggere. Presto mi ritrovai da solo, con un senso di fallimento e tormento ancora più pesante. La perdita di un amico, al quale ero molto affezionato, segnò il tracollo. In preda ad un forte esaurimento, più volte tentai il suicidio, sperando in questo modo di porre fina alla mia sofferenza. Vagavo senza meta, passando le notti nelle stazioni ferroviarie o sui treni; accusavo la società per landazzo della mia esistenza: essa era in debito verso di me. Da bambino ero stato in un collegio religioso, così dai miei ricordi, un poco alla volta, affiorò la necessità di cercare Dio. Col ricavato della vendita di una macchina fotografica acquistai una Bibbia e cominciai a leggerla. Dio parlava al mio cuore: compresi che non soltanto la società, ma prima di tutto io stesso dovevo cambiare! Ammisi di essere un peccatore come gli altri, sentivo il peso per la sorte della mia anima dopo questa vita terrena. Fu allora che iniziai ad invocare Gesù e a percepire la presenza di Dio nella mia vita. Dio mi concesse di trovare un lavoro. Dopo qualche giorno incontrai un giovane credente che mi invitò a partecipare ad una riunione nella chiesa evangelica che frequentava. Frequentando quelle riunioni realizzai profondamente il perdono di Dio e imparai a conoscerLo sempre meglio come un Padre meraviglioso ed a fare la Sua volontà. Voglio ringraziare il Signore Gesù, perché tutto ciò non viene dai miei sforzi nel tentativo di comportarmi bene, ma è per grazia, per il Suo sacrificio sulla croce! Con laiuto di Dio, che mi custodisce, so che non sperpererò la Sua eredità celeste, ma la potrò godere, servendo il mio Signore, ogni giorno di questa vita gioiosa che Egli mi ha donato. S. Greco |
Salvato e guarito
| Mi chiamo Rodolfo e voglio raccontare la mia testimonianza, come il
Signore si è fatto conoscere da me attirandomi a Lui e liberandomi dal dramma nel quale
vivevo. Fin dallinfanzia ho vissuto la mia vita nel dolore a causa di alcune malattie, una delle quali non guaribili, conosciute sotto il nome di epilessia. La prima crisi lebbi dopo aver fatto un brutto sogno, durò alcune ore durante le quali rimasi privo di sensi, come morto. Come se non bastasse, dopo qualche tempo, si formò alla gola un piccolo gozzo. Questo mi portò allisolamento da tutti i miei compagni di scuola, poiché, non potendo essere uguale a loro, mi vergognavo della mia condizione fisica. Passarono alcuni anni e il gozzo cresceva sempre di più: incominciai ad avere i primi sintomi di difficoltà respiratorie. Così, consigliato da alcuni amici, presi appuntamento con un mago, ma questultimo, dopo avergli esposto il problema, mi rispose con tutta sincerità che non poteva farmi nulla, anzi mi consigliò di operarmi al più presto possibile. Fui costretto allora, dopo diversi tentativi, a sottopormi ad un intervento chirurgico, con tutti i problemi legati allepilessia. Dopo circa due anni dallintervento, raggiunsi i miei fratelli a Torino e riuscì a trovare un lavoro presso una fabbrica di automobili, non dichiarando però la mia malattia, per non rischiare di essere penalizzato. Conobbi intanto una ragazza (che oggi è mia moglie), figlia di genitori di fede evangelica e, prima che ogni cosa diventasse ufficiale, volli dichiararle la mia malattia lasciandola libera di decidere per non deluderla dopo. La sua risposta fu positiva nei miei confronti e, tempo dopo, ci sposammo. Il mio problema principale diventò il posto dove lavoravo; essendo troppo rumoroso, incideva sulla mia salute, causandomi frequenti crisi epilettiche. Feci dunque domanda di invalidità civile privatamente, ma quando la Direzione ebbe la comunicazione della percentuale di invalidità che risultò del 70%, fui licenziato. A questa notizia mi cadde il mondo addosso e scoppiai in un gran pianto di disperazione pensando alla mia famiglia senza un futuro: caddi in una profonda depressione. Con laiuto di alcuni parenti, ci trasferimmo in provincia di Varese e dopo breve tempo trovai un nuovo lavoro. Intanto, dietro suggerimento dei suoceri di fede evangelica, incominciammo a frequentare i culti domenicali. Una sera il Signore toccò il cuore di mia moglie, mentre io fui colpito da un passo della Scrittura, nel Vangelo di Marco, che afferma: "Chi non avrà creduto, sarà condannato" (16:16). Considerando la mia sofferenza, non avevo nessuna voglia di prolungarla nellaldilà. Questo mi condusse a chiedere perdono a Dio dei miei peccati e a mettere la mia malattia nelle Sue mani. Il Signore non si fece attendere e dopo poco tempo operò grandemente in me, liberandomi da questa orrenda malattia, che mi aveva tormentato per oltre trentanni inducendomi a vivere nel dolore e nellincertezza di poter ritornare a casa ogni fine giornata. Ringrazio Dio che ha avuto verso di me pietà e misericordia pur non meritando niente, ma soltanto grazie al Suo amore e sacrificio che ha dimostrato sul legno della croce per me. Ringrazio Iddio anche per i miei figli che hanno dato il cuore al Signore. Come famiglia vogliamo servirLo tutti i giorni della nostra vita con gioia. Rodolfo Quatrale |
...Prova Gesù!
| Iddio sia lodato. Voglio ringraziare il mio Dio, il mio Signore, per come mi ha salvato. Mi ha salvato alletà di quindici anni. Che vuol dire mi ha salvato? Mi ha salvato vuol dire che Gli ho detto: "Dio, entra nella mia vita". Chi ha bisogno di salvezza? Chi sta morendo, il malato ha bisogno di essere salvato. La Bibbia dice: "Tutti sono peccatori e sono privi della gloria di Dio". E io, come tutti quanti, ero un peccatore e avevo bisogno di salvezza. E ho detto: "Signore, salvami". Ho maturato questa decisione crescendo in una sana atmosfera morale, sono cresciuto in quella che oggi diremmo "una famiglia dai sani principi morali"; ma non basta. Non basta essere dei bravi ragazzi per accettare Gesù Cristo nella propria vita; non basta mettere magari gli spiccioli a quello che chiede lelemosina o aiutare la vecchietta ad attraversare la strada per accettare Gesù Cristo nella propria vita. Tante volte noi diciamo: "Ma io sono un bravo ragazzo, tuttora sono uno studente, faccio la mia vita normale; magari non dico mai parolacce, non bestemmio, la domenica vado in chiesa ". Non basta. Cè stato un momento in cui ho dovuto scegliere: o Dio o il mondo. Non si può sperare di andare in cielo soltanto illudendoci di essere dei bravi ragazzi. Chissà quanti ce nè come me che sono cresciuti in una cara famiglia, secondo sani principi morali, anche in unatmosfera profondamente spirituale. Tutto questo non basta. Bisogna nascere di nuovo. E io, per la grazia di Dio, sono nato di nuovo quando avevo quindici anni. Ho detto: "Signore, entra nella mia vita". E da quando lho fatto, sono andato sempre avanti, di gloria in gloria. Accettare Gesù non vuol dire che non avremo più problemi. E se vi dicessi: "Da quando ho accettato Gesù, mè andato tutto bene, non ho avuto problemi, non so cosa vuol dire la difficoltà " è falso. E allora mi direte voi: "Perché devo accettare Gesù?". Beh, se vi devo convincere ad accettare Gesù, sicuramente il motivo è che ti cambia lottica, cambia la visione delle cose. I problemi li ho; così come li avevo prima, li ho pure adesso. Ma mentre prima di accettare Cristo nella mia vita ero da solo, adesso non sono più solo: ho Gesù Cristo che cammina a fianco a me. Chissà quanti giovani, quanti ragazzi come me vivono la loro vita nel modo più profondo possibile. Magari ci si diverte, poi la sera si ritorna a casa, ci si corica sul letto e si guarda il tetto e ci si dice: "Ma io che ho fatto?". E io questo mi chiedevo. Ma vivo la mia vita, vado avanti, magari siamo degli studenti brillanti, abbiamo tutto e poi? Qual è lo scopo della nostra vita? Bene, io me lo sono chiesto. E voglio invitare anche te, giovane che magari hai la mia età, a chiederti: "Qual è lo scopo della mia vita?". Oh, stai bene, sei un brillante studente, cresci in una bella famiglia, stai bene con la tua ragazza e poi? Quando sarà la fine del mondo o se dovessi morire, dove andrai dopo? Ecco io, ti posso dire, ho la certezza che, se mi dovesse succedere qualcosa, andrò in cielo. Ho la certezza non perché sono migliore degli altri, perché io sono un miserabile come tutti; ma perché sono stato salvato. Oggi accostiamo il cristianesimo alla noia. Voi mi potete dire: "Ma io mi scoccio a diventare cristiano, che noia la vita, casa, chiesa mi stufo. Io voglio vivere tutte le mie esperienze, voglio fare come fanno tutti ". Bene, ti posso assicurare che è tuttaltro che noiosa la vita cristiana. Sapete comè avventuroso vivere per lo Spirito? Quando lo Spirito Santo investe la nostra vita, è una vita avventurosissima. I sentieri dello Spirito non sono come quelli umani, noiosi, tediosi ma prova. Prova ad accettare Cristo. Noi giovani del duemila, oggi, non abbiamo tabù. Diciamo sempre di non vergognarci di niente, di non interessarci di niente e di nessuno. Proviamo tutto, sì, ma proviamo le cose sbagliate. Prova Gesù Cristo e poi mi dirai. Se non provi non puoi sapere. Secondo me, una volta che provi Gesù Cristo, non lo molli più. Quindi ti voglio lasciare con questo messaggio: prova Gesù Cristo e vedrai che non te ne pentirai. Iddio ci benedica. Ugo Di Iorio |
Dalla tristezza alla vita
Sono una ragazza di diciotto anni. Prima di incontrare il Signore ero molto irrequieta. Per i problemi di salute che avevo, mi comportavo arrogantemente, soprattutto in casa, mentre fuori del cerchio familiare riuscivo a nascondere bene questa mia insoddisfazione. Sono figlia di credenti, ho sempre frequentato i culti della mia comunità, ma nulla riusciva ad attrarmi della vita cristiana. I miei genitori sono stati sempre severi per quanto riguarda la mia condotta. Devo affermare che ringrazio il Signore per questo, perché, anche se adolescente, mi distinguevo abbastanza dai miei compagni. Ricordo ancora i discorsi che facevo con i miei maestri e professori sulla "religione dei miei genitori". Anche se non avevo accettato Gesù nella mia vita, ero certa che questa fosse la strada più gradita a Dio. Pensavo che chi frequentava la comunità lo facesse per hobby, ma ogni qualvolta ascoltavo ciò che dicevano i fratelli mentre erano riempiti di Spirito Santo, avvertivo un senso di timore, che crescendo si ripresentava nella mia vita. La mia famiglia attraversò una gran prova e, guardandomi intorno, iniziai a riflettere sulla reale nullità dell`uomo davanti allautorità di Dio, il nostro Creatore. In una sera particolare, il Signore entrò nella mia vita. Accettai il Suo invito ed Egli divenne il mio Salvatore e Signore. Da quella sera iniziai finalmente a vivere. La Parola di Dio di quella sera parlava di Gesù come Salvatore e donatore unico di pace, gioia e amore, proprio quelle cose che affannosamente cercavo. Sono sicura che salvandomi il Signore ha portato una meravigliosa benedizione nella mia casa, soprattutto ai miei genitori. Nella preghiera che rivolsi al Signore, Gli chiesi con tutta sincerità e semplicità di mostrarsi nella mia vita. Parlai con tutto il cuore e subito sentii lo Spirito Santo che mi accertava della risposta alla mia richiesta. Se penso a comera la mia vita ma Gesù mi "ha cercato e salvato" (Luca 19:10). Ricordo che nel periodo iniziale della conversione, Gli chiesi tante volte perdono del mio passato perché ero felice della certezza della nuova vita in Cristo Gesù e del passato cancellato per sempre. Ringrazio il Signore come ogni giorno mi istruisce per esserGli gradita, in modo sempre più completo e profondo. Gloria a Dio! Il Signore è il mio scudo e liberatore, mi ha aiutata e liberata da tutte le cose che erano per me motivo di tristezza. E passato del tempo ed ora desidero ogni giorno continuare il cammino di fede che Gesù mi mostra e quando sarò chiamata dal Signore poter dire, come lapostolo Paolo: " Ho combattuto il buon comandamento, ho finito la corsa, ho serbata la fede" (2 Timoteo 4:7). Lucia Restaino |
Ho bisogno del Tuo aiuto, adesso!
Gloria al Signore. E sempre una gioia profonda poter raccontare lopera di Dio nella mia vita e mi sento gioioso perché so che il mio Gesù è Colui che ha benedetto e benedice lanima mia. Inizio da principio, da quando ero piccolo; alletà di dieci anni, ho avuto un grosso dolore a causa della perdita di mio padre. Arrivò la notizia dalla Svizzera che gli prese un collasso, morì e per me, che ero il più piccolo di sette figli, fu un momento drammatico; ero molto affezionato a mio padre, lamavo molto. La mancanza di questa figura portò dolore nel mio cuore; da allora mi ribellai. Cominciai a fuggire da casa e spesse volte mia madre non sapeva dovero. Sono cresciuto un po nella sofferenza, nella drammaticità. Poi a sedici anni tentai il suicidio: mi avvelenai con un forte veleno. Fu un amico mio a salvarmi la vita, portandomi in ospedale. Io credo che già da allora il Signore aveva gli occhi su di me. Dopo tutto questo ebbi un'altra situazione molto difficile: cominciai a giocare dazzardo, per soldi. Spesse volte perdevo, spesse volte vincevo; ma non sapevo cosa fosse la gioia, da diciassette anni fino a venticinque non riuscì ad avere pace nel mio cuore. E così a venticinque anni avevo un profondo rammarico dentro di me, mi sentivo solo. Anche se mia madre mi faceva del bene, mi aiutava in molte cose, sentivo dentro di me una sofferenza, mi mancava qualcosa. Avevo tanti amici nel mio paese, tutti mi volevano bene, ma io mi sentivo solo, nel mio cuore cera una grande solitudine. E fu proprio nel gennaio del 1976, a venticinque anni, che accadde qualcosa. Stavo andando alla sala da gioco e cerano dei ragazzi che testimoniavano di Gesù, predicavano lEvangelo. Così mi fermai circa dieci minuti ed ascoltai. Dopo continuai verso la sala da gioco, ma quando vi entrai, sentii qualcosa dentro di me che mi spingeva ad andare ad ascoltare quello che dicevano quei giovani, cera qualcosa che mi spingeva, metteva un forte desiderio nel mio cuore di andare ad ascoltare la Parola di Dio adesso so cosera quel qualcosa: era lo Spirito Santo, era Gesù che mi stava chiamando a Sé. Cosi convinsi uno dei miei amici ad andare in quella chiesa. E quando entrai, mi sedetti ed ascoltai la Parola di Dio. E proprio il messaggio della Parola di Dio mi mise in crisi; mi sentii sprofondare nei miei peccati, perché la Bibbia dice: Tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio. In quel momento, attraverso la Parola di Dio, mi sentii un peccatore perduto e avvertii che il Signore parlava al mio cuore. Eravamo in tanti in quella sala, ma la situazione era personale, tra Dio e me. Il Signore stava dandomi il dono della salvezza, la gioia della salvezza; quella sera mi sono fatto avanti, ho chiesto a Dio di salvarmi e dopo sono tornato a casa. E dentro di me cera una battaglia, perché il nemico delle anime nostre, il diavolo, non voleva lasciarmi. Ma il Signore voleva salvarmi. Così mi sono inginocchiato nella mia stanza e mi sono messo a pregare; ho detto: Signore, se Tu veramente esisti, sei reale, Tu conosci le difficoltà in cui mi trovo. Ho bisogno del Tuo aiuto, adesso. Pregai e mi sentii liberato dai miei peccati, sentii un peso scomparire dalla mia vita, allistante e una pace profonda entrare nel mio cuore, una gioia che non avevo mai avvertito in vita mia. In quel momento avvertii di diventare un figliolo di Dio, sentii che Dio era mio Padre. Erano quindici anni che non chiamavo più papà, ma quando pregai e mi sentii salvato dal Signore, dissi: Padre celeste e sentii una presenza meravigliosa nella mia vita. Capii di non essere più orfano, perché lEterno, lIddio degli Eserciti, era divenuto il mio Padre celeste. Egli ha messo la meravigliosa gioia nel mio cuore di chiamarlo Padre e ringrazio Iddio per questo. Certo è che il vizio del gioco delle carte, quello della droga o quantaltro porta le persone allinfelicità. Ma quando Gesù è entrato nel mio cuore, ha portato una pace indescrivibile, una gioia meravigliosa, perché Gesù dice nella Sua Parola: Io vi do la Mia pace, non come quella che il mondo vi dà. E grazie a Dio, sono passati quasi ventisette anni e sono ancora col Signore. Egli mi ha donato una bella famiglia e insieme serviamo il Signore. Ringrazio Iddio per tutto questo. Egli vuole salvare chiunque, non importa quello che noi siamo. Forse qualcuno pensa: Ma io sono un grande peccatore ho fatto questo, ho fatto questaltro . Gesù ha dato la Sua vita per ognuno di noi ed è pronto a perdonare qualsiasi peccato, perché Egli ha portato tutti i peccati sul duro legno della croce. Ha portato anche i miei e adesso sono felice e gioioso in Cristo Gesù, che è benedetto in eterno. Pietro Pappalardo |
Gesù amico dei giovani
La mia storia è quella di una ragazza nata in una famiglia cristiana che, ad un certo punto della sua vita, ha voluto fare di testa sua dimenticandosi di Dio, per fare quello che voleva. I miei genitori hanno sempre cercato di impartirmi uneducazione che fosse il più possibile conforme agli insegnamenti biblici. Mi hanno sempre portata in chiesa, sia al culto, sia alla scuola domenicale; ma soprattutto hanno cercato di mostrarmi con la loro vita come un figlio di Dio deve gestire le situazioni che gli si propongono. Attorniata, quindi, da persone che amavano il Signore, sono cresciuta portando sempre nel mio cuore la certezza dellesistenza di un Dio buono, fedele, giusto e Onnipotente. Tante erano le benedizioni che Dio mi concedeva Con la semplicità di una bambina di undici anni gli chiesi perdono per i peccati commessi. Nel frattempo crescevo e cominciavo ad entrare in una delle fasi che ritengo più critiche per la crescita di ogni persona: ladolescenza. La mia era, ed è tuttora, una piccola comunità ed io cominciai a sentirmi un po sola. Inoltre iniziarono a subentrare nella mia vita, e a condizionare negativamente la mia crescita, una gran quantità di problemi protrattisi per lungo tempo. Non sto adducendo una serie di giustificazioni a mia discolpa non cè scusa che tenga di fronte ad un comportamento come il mio. Ad ogni modo, crescendo ed avendo poche amicizie cristiane fuori dal mio paese, cominciai a frequentare sempre più assiduamente i miei amici inconvertiti. Ero così stanca di sentirmi costantemente in colpa davanti a Dio che preferivo ignorare del tutto il mio problema. Sì, era proprio così che mi sentivo: in colpa, sempre. Non riuscivo ad essere come Dio voleva e come gli altri volevano; ero eternamente combattuta tra ciò che ero e ciò che invece avrei voluto diventare. Mi sforzavo di fare ciò che Dio si aspettava da me, ma non avevo capito che non ero io che dovevo fare, ma era Lui che doveva agire perché comè scritto in Isaia 55.8: "Infatti i miei pensieri non sono i vostri pensieri, né le vostre vie sono le mie vie". Non realizzando queste cose in quel periodo, mi sono letteralmente fatta sopraffare dai sensi di colpa, pregavo e riuscivo solo a piangere. Così il mio rapporto con Dio è andato deteriorandosi finché non ho pregato più, non ho più letto la Bibbia e non ne ho voluto sapere niente. Ero arrabbiata con me stessa, con Dio e con gli altri; ero stufa dei problemi che avevo, stufa di non riuscire ad essere come volevo, stufa dei consigli della gente Le uniche volte in cui mi sono rivolta a Dio sono state quelle in cui Gli chiedevo il perché di tutto quello che mi stava accadendo. Ero sola, incapace di fare la Sua volontà, priva di sensibilità, non provavo più niente ed avevo soltanto rabbia dentro di me. Ero diventata molto più aggressiva con chi mi stava intorno ed andare al culto era un fastidio per me. Non vi dico il dolore dei miei genitori alla vista di tutto ciò. In casa mia la tranquillità era scomparsa anche perché mai si sarebbero aspettati una tale reazione a parte mia. Mentre il tempo passava, mi convincevo sempre più che la vita che facevo era quella che avevo sempre desiderato. Nessuno aveva il diritto di decidere per me, neanche Dio Ma non mi rendevo conto che anche in quei momenti era proprio Lui che guidava il corso delle cose. Ho continuato ad andare avanti così fino a quando il dolore e la rabbia sono esplosi. Mi capitava di stare a casa e di sentirmi paralizzata perché riuscivo solo a piangere Dovevo studiare e non avevo neanche la forza di aprire il libro. Piangevo e neanche sapevo perché; ciò che sapevo con certezza era che nessuno poteva fare niente per me. Fino a quando ho iniziato a non mangiare, a non dormire, il mio era un pianto continuo. Ricordo che una mattina, disperata, chiesi aiuto a Dio e subito dopo telefonai ad una mia amica e sorella in Cristo che da tanto tempo non sentivo. E ringrazio ancora Dio per quella sorella che mi incoraggiò a tornare a Lui. Tanti mi avevano già detto le stesse parole, eppure nessuna aveva fatto centro nel mio cuore come le sue. Qualche giorno dopo andai ad uno studio non sperando che il Signore potesse parlare al mio cuore. Eravamo poche persone e non credevo che Dio potesse operare. Il fratello che parlava disse di leggere in Giobbe al capitolo 33. E mentre con gli occhi scorrevo il testo, Dio parlò potentemente al mio cuore. Sembrava la mia storia quella narrata in quei versi della Parola di Dio. Sentii, per la prima volta dopo anni, la presenza di Dio nel cuore ed il Suo perdono. Sì, quel perdono che credevo di non poter più ottenere Eppure Dio lo accordò ed il mio cuore fu colmo di gioia. Chissà cosa credevo che Dio dovesse compiere per operare in me, ma con la Sua dolcezza ed il Suo amore ha fatto di me una nuova creatura, donandomi la speranza della vita eterna. Ringrazio Dio perché mi ha dato una vita nuova, una bella vita e tutto è cambiato. Ora so che la mia esistenza è nelle Sue mani ed Egli guiderà ogni singolo evento della mia vita. Ho voglia di vivere appieno in Dio, ho voglia di ubbidire al Suo volere, perché fare la volontà di Dio è "il tutto per luomo" (Ecclesiaste 12:15) Miriam Cardarelli |
Colui che ti guarisce
Voglio ringraziare il Signore perché mi da lopportunità di testimoniare e raccontare come mi ha salvato. Ero una persona normale: lavoravo, guadagnavo molto; certo ero anche pieno di vizi, fumavo tantissimo, giocavo dazzardo La prima volta che sentii parlare di Gesù risale a 12 anni fa. Alcuni fratelli mi parlarono di questo Signore, presentandomeLo come un Dio che può salvare e cambiare radicalmente la vita, un Signore che può guarire. Ma diedi poco conto a quelle parole. Comunque, mentre lavoravo, un giorno come tutti gli altri, ad un tratto mi venne una fitta al petto; persi anche conoscenza per il troppo dolore. Mi ritrovai, più tardi, disteso sul divano, con il medico e mia moglie che discutevano di questa mia situazione, capitata così, allimprovviso. Decidemmo lindomani mattina di andare a fare i raggi per capire cosa mi stava succedendo. Beh, fu subito chiaro: mi fu diagnosticata una neoplasia polmonare e nel giro di pochi giorni mi ritrovai al centro tumori di Milano. Mi fu detto chiaramente che mi restava ancora qualche anno di vita e che comunque, entro venti giorni, avrei dovuto subire un operazione. E stato un periodo tremendo; e fu proprio allora che mi ricordai del Gesù di cui mi avevano parlato, quel Gesù che poteva guarire. Mi resi conto della critica situazione in cui mi trovavo e decisi di pregarLo. Aprì il mio cuore a Lui e Gli promisi che Lavrei servito per tutta la vita se mavesse guarito da quella malattia. Qualche giorno dopo dovetti nuovamente fare i raggi e quale meravigliosa sorpresa: non cera più niente al mio polmone! Il medico, incredulo, fece i raggi per una seconda volta, ma Dio aveva operato in me e quella macchia, grande quanto una moneta da due euro, era praticamente scomparsa! Grazie a Dio per questo! Da allora, e per tutti questi anni, io e tutta la mia famiglia serviamo il Signore e a Lui solo sia la lode e la gloria. Domenico Ricciardi |
...a tutti quelli che l'hanno ricevuto, Egli ha dato il diritto di
diventare figliuoli di Dio
Il Signore sia lodato. E una grande gioia per me poter raccontare lopera di salvezza che il Signore ha compiuto nella mia vita. Sono nata e cresciuta in una famiglia evangelica e così ho avuto la bella opportunità di frequentare la chiesa fin da piccola. Ho frequentato la scuola domenicale, dove ho ricevuto i sani insegnamenti della parola di Dio. Ho conservato questi insegnamenti nel mio cuore mentre crescevo e nelletà delladolescenza devo dire che questi insegnamenti si sono rivelati preziosi nella mia vita perché una sera il Signore ha parlato al mio cuore in un modo chiaro attraverso il messaggio della Sua parola. Ricordo ancora il versetto che quella sera il pastore predicò. Era nellevangelo di Giovanni; cè scritto che a tutti quelli che lhanno ricevuto, Egli ha dato il diritto di diventare figlioli di Dio. E davanti a questa realtà della parola di Dio, in quella sera il Signore mi fece capire che io sì appartenevo ad una chiesa evangelica, ad una famiglia evangelica, ma io non ero una figliola di Dio perché non avevo ancora ricevuto Gesù come il mio personale Salvatore. E in quella sera feci la giusta decisione della mia vita. Feci una breve preghiera al Signore; Gli chiesi di venire nel mio cuore, di salvarmi e di farmi diventare una Sua figliola. E in quella sera stessa realizzai la presenza di Gesù nella mia vita, il Signore mi diede tanta pace, tanta gioia. Posso dire che in tutti questi anni, ne sono passati parecchi, il Signore è stato fedele con me; non mi ha mai lasciata, mai abbandonata. Lho sentito sempre vicino a me; anche nei momenti difficili, nei momenti di prova il Signore è stato potente nel conservare quella pace, quella tranquillità che davanti a certe prove, certe difficoltà, umanamente parlando, è impossibile mantenere. Ma quando si ha il Signore nel cuore, possiamo essere tranquilli e sereni, perché il Signore ci ha promesso nella Sua parola: Io non ti lascerò e non ti abbandonerò. E il Signore che promette, mantiene, perché la Sua parola dice che Egli non è un uomo che mentisce, ma Egli rimane fedele. Spesso noi veniamo meno, spesso noi cadiamo, ma Gesù ci rialza, Gesù è sempre Colui che ci da forza. Egli sa trovare le parole giuste per consolarci, per confortarci. Ed io mi sento di ringraziarLo con tutto il cuore anche perché mi ha dato una famiglia, mi ha dato dei figli e insieme possiamo essere nella casa del Signore per lodarLo. Non mi sono mai pentita di aver servito il Signore fin dalla mia adolescenza e per me non è stato e non sarà mai un peso servire il Signore, ma è una grande gioia, perché la cosa più bella è servire Gesù. E una cosa meravigliosa e se non si realizza la presenza del Signore, se non si fa questa esperienza, non la si può capire. Vorrei che tanti che non sentono Gesù nel cuore, che non hanno ricevuto Gesù nel cuore possano prendere questa decisione, possano fare questa esperienza; e vi assicuro che la vita prenderà un altro aspetto. Anche quando incontriamo i problemi, le difficoltà, il Signore ci aiuterà a superarli, il Signore sarà con noi ed Egli ci aiuterà fino alla fine. Il mio desiderio è questo: servire il Signore tutti i giorni della mia vita, perché Egli ha fatto tante cose per me. Io voglio rendere a Lui il servizio, perché Egli è un grande Re, Egli è un grande Signore. Egli è lOnnipotente, Colui che può fare ogni cosa, che può risolvere ogni problema e a Lui voglio rendere tutta la lode in Cristo Gesù, benedetto in eterno. Maria Mollica |