Era il III secolo, tempo di persecuzioni, e regnava l'imperatore Claudio. Valentino era un sacerdote di Roma, molto noto per la sua fede, per cui era stato imprigionato. Era anche conosciuto per la sua eloquenza, tanto che l'imperatore lo fece condurre a palazzo per conoscerlo. Lo invitò a rinunziare alle superstizioni per adorare gli dèi di Roma. Valentino parlò con tanto calore e tanta eloquenza che Claudio non seppe che cosa obiettare. Lo affidò al prefetto perché lo interrogasse e decidesse secondo la legge. Il prefetto non lo interrogò e lo consegnò, a sua volta, ad Asterio, raccomandandogli di convincere Valentino ad abbandonare quella strana religione.
Valentino, entrando nella casa di Asterio, invocò Gesù come luce vera. E Asterio, che aveva una figlia cieca, gli disse: - Se il tuo Dio è luce, dia la vista a mia figlia. Valentino si raccolse in preghiera per qualche momento, poi toccò gli occhi della ragazzina, che acquistò la vista. Superfluo dire che Asterio e la sua famiglia si convertirono immediatamente al Cristianesimo. Quando l'imperatore apprese la notizia, ordinò che Valentino fosse decapitato. Lordine di Claudio venne eseguito nei pressi della via Flaminia, dove il sacerdote martire fu sepolto.
Un'altra versione dice che Valentino era Vescovo di Terni e fu decapitato nei pressi della via Flaminia, nel 273. Si trovava a Roma perché il retore e filosofo Cratone aveva un figlio con la colonna vertebrale tanto curva, che il ragazzo poggiava il capo sulle ginocchia. Cratone, avendo sentito parlare dei prodigi compiuti dal Vescovo, gli aveva chiesto di guarire il figlio. Valentino promise la guarigione, a condizione che la famiglia si convertisse. Ciò avvenne e, inoltre, si convertirono anche tre giovani ateniesi, allievi di Cratone: Pròculo, Efebo ed Apollonio. La notizia si diffuse rapidamente, per cui il prefetto Placido fece arrestare il Vescovo e tentò di convincerlo ad offrire sacrifici agli dèi di Roma, anche con una buona dose di bastonate. Ma tutto fu inutile: Valentino rimase fedele a Cristo e perciò fu condannato alla decapitazione. I tre giovani ateniesi raccolsero le spoglie e le seppellirono sulla via Flaminia.
A questo punto, è logica e conseguente la domanda: qual è l'autentico S. Valentino? Il sacerdote o il Vescovo? Non è possibile giungere ad una conclusione certa. Tuttavia, le analogie inducono a pensare che si tratti della stessa persona. Non è casuale il fatto che le date del martirio coincidono e che entrambi siano stati sepolti sulla via Flaminia, lungo la quale si trova Terni. Si potrebbe pensare che un certo numero di fedeli non si rassegnava al trasferimento del corpo del Santo in Umbria e perciò abbia inventato la leggenda del sacerdote romano, anche perché, al secondo miglio della via Flaminia, esisteva una basilica detta "di Valentino", probabilmente dal nome del benefattore che l'aveva fatta costruire. Un fatto è certo: i Benedettini, custodi - dai primi tempi del Medio Evo - della basilica di Terni, dedicata al Santo, ne diffusero il culto nei loro monasteri, anche in Francia ed in Inghilterra, da dove si diffuse ulteriormente.
Per quale motivo S. Valentino sia divenuto il patrono degli innamorati, non è facile sapere. La tradizione è nata tra i popoli anglosassoni in tempi molto lontani, e da lì è stata importata anche in Italia. Potrebbe essere nata da usa leggenda: eccola. Una certa Serapia, cristiana, e il centurione pagano Sabino, si erano pazzamente innamorati, tanto che lui, per poterla sposare, si convertì al Cristianesimo. Pochi mesi dopo il matrimonio, Serapia si ammalò gravemente. Sabino chiese a S. Valentino di non essere separato dalla donna amata. E quando Serapia morì, morì anche Sabino abbracciato a lei.
La festa di S. Valentino ricorre - come ormai risaputo - il 14 febbraio.
C. D. C.