Caterina da Siena - vergine e dottore della Chiesa
(Siena, 1347 - Roma, 1380)
Entrata nel 1363 nel Terz'ordine domenicano delle mantellate, Caterina unì alla vita contemplativa un intenso impegno pratico volto ad aiutare i bisognosi e a svolgere opera di pacificazione tra fazioni avverse. Dotata di ottime doti di scrittrice inviò lettere a dotti e potenti, allo scopo di perorare il ritorno del Papato a Roma e favorire la preparazione di una nuova crociata contro gli infedeli. La fama del suo sapere e della sua ispirazione religiosa si espanse a tal punto da indurre principi e vescovi a incontrarla, non senza provocare il sospetto delle autorità ecclesiastiche. Nel 1374 Caterina fu convocata davanti al capitolo generale dei domenicani a Firenze, ma i superiori la trovarono perfettamente in linea con le concezioni religiose ufficiali e la invitarono a continuare la propria opera. La sua attività si intensificò e nel 1376 Caterina si recò addirittura ad Avignone per convincere il papa a tornare a Roma e fare la pace con la città di Firenze: fallì il secondo obiettivo, ma papa Gregorio XI si convinse a riportare la sede del Papato a Roma, ponendo così fine alla cosiddetta cattività avignonese. Successivamente, su invito di Urbano VI, essa si impegnò decisamente per la ricomposizione dello scisma. È importante sottolineare anche l'aspetto mistico di Caterina e le sue frequenti estasi religiose. La sua concezione si fondava sul sentimento dellimperfezione umana di fronte alla grandezza divina: pur essendo una creatura imperfetta, luomo, nella contemplazione dei misteri divini, è in grado di innalzarsi al livello del puro amore per Cristo, il quale trova rispondenza nella vita pratica nellintenso amore per il prossimo. Caterina morì il 29 aprile del 1380 a Roma.
Caterina Benicasa da Siena, santa, dal 5 agosto 1855 il corpo riposa nel sarcofago marmoreo sotto laltare maggiore di S. Maria sopra Minerva. Precedentemente ebbe numerosi trasferimenti nellarea del sacro edificio. Moltissime sono le sue reliquie corporali sparse in chiese italiane. A Roma si venera la mano sinistra nel monastero del Rosario a Monte Mario, una scapola nella chiesa dei Ss. Domenico e Sisto. Altre sono ancora in S. Caterina a via Giulia, in S. Cecilia, a S. Croce in Gerusalemme, in SS. Salvatore e Giovanni Battista ed Evangelista.