Santa Gemma Galgani

La breve vita di Santa Gemma Galgani è un inno al dolore. Infatti, volle soffrire come Gesù, perché a Lui era unita da un amore profondo.

Nata a Camigliano (Lucca) il 12 marzo 1878, apparteneva ad una famiglia piuttosto agiata. I Galgani avevano otto figli. La madre morì quando Gemma contava solo otto anni. La lunga malattia della mamma, sopportata con autentica rassegnazione cristiana, incise non poco nell'anima della bambina. Gemma studiò a Lucca nel collegio delle suore di Santa Zita, dove si sentiva "in paradiso", come si espresse in uno scritto. Fin da bambina concepì un immenso amore per Gesù, tanto che, con la sua pertinace insistenza, riuscì ad avere la prima Comunione a nove anni.

A Gemma non mancarono le avversità. Il fratello Gino, che aveva ricevuto gli ordini minori, morì di tisi come la madre. E lei, che l'aveva assistito a lungo, si ammalò gravemente a sua volta, ma sempre assorta nel suo raccoglimento spirituale. Intorno ai sedici anni ebbe la prima visione di Gesù e dell'Angelo custode. Cominciò a provare un grande desiderio di sofferenza, per imitare il Crocifisso. E soffrì davvero, per un intervento chirurgico ad un piede, colpito da cancrena all'osso. Evitò cosi che il male si estendesse.

Nel 1897 le morì il padre per un cancro alla gola, lasciando sette figli e due sorelle nella miseria: aveva speso quasi tutto per curare la moglie ed il figlio e, inoltre, aveva subito danni economici a causa della slealtà di alcune persone disoneste. Gemma fu ospitata da una zia, a Camaiore. Chiesta in sposa da un bravo giovane, per timore che la zia non comprendesse il motivo del rifiuto e, provando forti dolori alla schiena, tornò a casa, dicendo che andava a curarsi. Ma a casa la salute peggiorò: la colonna vertebrale s’incurvò, ebbe la meningite, le cadevano i capelli, subì una paralisi. Ma guarì, per intercessione di Santa Margherita Maria Alacoque.

Aveva sempre desiderato di assomigliare a Gesù nella sofferenza. Un giorno le apparve la Madonna e le disse: «Gesù, mio Figlio, ti ama tanto e vuole farti una grazia: sappi rendertene degna». Poi le apparve Gesù, con tutte le piaghe aperte: da esse - come scrisse nella sua ''Autobiografia"- «non usciva sangue: uscivano come fiamme di fuoco che, in un momento solo, vennero a toccare le mie mani, i miei piedi e il mio costato»: ebbe così le stigmate. Era la sera dell'8 giugno 1899,e le ferite sanguinarono fino alla sera di venerdì, quando cessò l'afflusso di sangue e le ferite – immediatamente – si risanarono. Il fenomeno si ripeteva ogni settimana. Il 19 luglio 1900 provò lo spasimo della corona di spine, il 17 febbraio 1901 i dolori della flagellazione, e patì anche un dolore sulla spalla sinistra, che richiamava quello di Gesù sotto il peso della Croce. Su consiglio del confessore, Gemma chiese a Gesù di risanare le piaghe. Gesù l'accontentò, ma i dolori, nei punti delle stigmate, divennero più acuti, lancinanti, tanto che tremava tutta e le lacrime scorrevano sul viso.

Ai primi di luglio del 1895, i Padri Passionisti curarono una missione a Lucca. Gemma, dietro consiglio di Gesù, si presentò a padre Gaetano, raccontando tutto ciò che le era accaduto. Il padre ne parlò alla signora Cecilia Giannini, che ospitava i Passionisti. Questa conobbe la giovane, ne fu affascinata e se la portò in casa, in aggiunta agli undici figli. In questo periodo Gemma conobbe padre Germano, che divenne il suo direttore spirituale e che, più tardi, scrisse la sua biografia.

Gli ultimi tre anni di vita della giovane furono anni di estasi e di tentazioni del demonio. Ma ella, soffrendo gl'indicibili dolori delle stigmate, si elevava sempre più verso il suo Divino Amore, giungendo alla completa e perfetta unione con Cristo. A maggio del 1902 si ammalò: non tratteneva il cibo, aveva febbre alta, vomitava sangue. Dopo un breve miglioramento peggiorò e, in quelle condizioni, giunse all'aprile 1903, quando morì, a venticinque anni: era il Sabato Santo. Sulle mani e sui piedi rimasero – evidenti – i segni delle stigmate

Gemma fu beatificata da Pio XI il 2 maggio 1933 e canonizzata da Pio XII il 2 maggio 1940. La memoria di Santa Gemma Galgani ricorre l’11 aprile, giorno della sua morte.

 

C. D. C.

 

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