Ildegarda da Bingen
(? 1098 - ? 1179)
Della nobile famiglia Vermeheim, Ildegarda fu educata da Jutta di Spianheim nel monastero di Disibodenberg, e a 15 anni vi prese il velo. Morta Jutta nel 1136, Ildegarda divenne badessa della piccola comunità che fra il 1147 e il 1150 si trasferì a Rupertsberg in un monastero da lei fondato. Celebre per la sua azione riformatrice, santa Ildegarda ebbe il privilegio di visioni, che sosteneva di avere avuto fin dalletà di 5 anni: esse formarono intorno a lei la fama di profetessa e tutti, umili e grandi, ricorsero alla famosa Ildegarda di Bingen per chiederle consigli e ammaestramenti. Anche i malati le si rivolgevano per aiuto e molti di questi venivano guariti dalla santa che nei suoi viaggi attraverso la Germania e la Francia sfruttava quei pochi rudimenti di medicina che appaiono dai suoi scritti. Ma Ildegarda fu anche scrittrice. Oltre a scritti teologici, esegetici e agiografici, Ildegarda compose infatti tre raccolte di visioni, la prima delle quali è il Liber Scivias, che contiene ventisei visioni, di ognuna della quali è data la spiegazione allegorica, la seconda è il Liber vitae meritorum, formato da sei visioni fra le quali particolarmente efficaci sono quelle che descrivono le pene dellinferno, la terza, infine, è il Liber divinorum operum, che contiene altre dieci visioni. Ildegarda scrisse poi un lessico, Ignota lingua, di 920 parole da lei inventate e fu pure autrice di una settantina di poesie, assai notevoli per la profondità del sentimento religioso e la complessità del pensiero.