NON NOMINARE IL NOME DI DIO INVANO

Non pronunciare invano il nome del Signore tuo Dio, perché il signore non ritiene innocente chi pronuncia il suo nome invano.”[1]

 

Come si fa a nominare il nome di Dio invano quando lui in realtà ci ama sopra ogni cosa, ci ama come un padre ama i suoi figli, non si può disonorare il suo nome se si ha amore verso di lui! Il suo amore crea in noi la voglia di ricambiare quel forte amore come facciamo come mai potremo disonorare il suo nome il nome di chi perdona ogni nostro errore che ci abbraccia ogni volta che chiediamo di lui, che ci prende in braccio ogni volta che abbiamo qualche difficoltà! Ma non solo, vuol dire anche non metterlo in mezzo in discorsi più bassi di lui, in discorsi che non sono alla sua altezza, vuol dire non attribuirgli azioni che non sono degne di lui.

Ma esattamente il comandamento dalla traduzione ebraica sarebbe "non caricarti del nome di Dio invano". In effetti sarebbe un po' pochino un camando che ci dice semplicemente di non offendere il suo nome, questo in fondo sarebbe già contenuto nel primo. Infatti se ami una persona, se la metti come meta della tua vita come puoi poi offenderla? Vuol dire, invece, non caricarti il nome di Dio in maniera vuota, in una risposta a messa senza capire ciò che diciamo, in un segno di una croce che sia solo un fatto di abitudine senza un significato dietro di questo. Deve esserci un autentico rapporto con il Signore. Questo è ciò che Dio ci chiede, di realizzare un'autentico rapporto con lui di non prenderci in giro, di credere veramente in lui, non solamente di dire "Signore Signore". Di fare entrare veramente lui nella nostra vita, la nostra vita una volta incontrato lui non può rimanere uguale, ne deve per forza essere stravolta, bisogna veramente affidarsi a lui, non si può credere a Lui e tenere per sicurezza un cornetto attaccato alla macchina perchè non si sa mai se non funziona Lui almeno c'è il cornetto, non si può adorare un santino, o usarlo come porta fortuna, bisogna instaurare con Dio un giusto rapporto, un rapporto maturo. Solo un rapporto maturo ci consente di crescere, Dio non accetta i falsi rapporti, le amicizie di facciata, che al primo problema fanno "dietro front", Dio vuole persone su cui contare, persone che abbiano un vero rapporto con lui. Non vuole persone che gli chiedano le cose in preghiera quasi minacciandolo, cosicchè se non realizza ciò che voglio io non ci credo più, è importante l'insegnamento di Gesù, che ci ha dato con la sua vita e con il "Padre nostro" che ci ha insegnato. Un rapporto autentico con Dio vuol dire anche sapersi affidare a Dio.

 

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[1] Deuteronomio 5,11