SACRIFICIO VOTIVI E SPONTANEI

Il termine naedaer viene usato in senso generale per indicare un voto, come nei testi d Gn 28,20; Gd 11,30; 1 Sm 1,11.21; 2 Sm 15, 7-8, nei quali Giacobbe, Jefte, Anna e Assalonne s’impegnano a rispettare una promessa a favore della divinità, se questa si interessa a risolvere un loro problema. Normalmente si tratta di un sacrificio di comunione offerto come naedaer. La vittima può essere presa dai bovini, dagli ovini e dai caprini, purchè sia maschio e senza difetto. Nel v.23 c’è una differenza fra i due tipi di sacrifici: se come sacrificio spontaneo (nedaba) è tollerato che il giovenco o l’agnello possano anche non essere ben proporzionati, ciò è inammissibile per i sacrifici naedaer. Il vitellino, l’agnello e il capretto devono restare sette giorni con le loro madri e solo a partire dall’ottavo giorno dopo la loro nascita saranno graditi alla divinità; la vacca madre e la pecora madre non possono essere immolate nello stesso giorno in cui vengono immolati i loro piccoli e viceversa.

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